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LIBERA PROFESSIONE

Esercitare la libera professione

Gli ultimi anni sono stati caratterizzati dallo sviluppo, all’interno della professione, dell’esercizio in forma libero professionale. Il mercato del lavoro, in continua evoluzione, offre oggi nuovi sbocchi professionali, non più solo legati alla centralità dei presidi ospedalieri, ma all’autonomia dei servizi territoriali, all’assistenza domiciliare, alla medicina del lavoro, all’attività poliambulatoriale, e tante altre realtà che sempre più spesso richiedono la consulenza del libero professionista infermiere.

La scelta di intraprendere la libera professione non è facile, inoltre il percorso formativo abilitante all’esercizio della professione indirizza i giovani professionisti alla ricerca di un posto di lavoro prevalentemente presso le strutture ospedaliere. Le garanzie offerte da un contratto di lavoro a tempo indeterminato sono oggettivamente allettanti, in modo particolare nell’ambito pubblico. Ma allora perché sempre più colleghi si orientano verso l’esercizio libero professionale, perdendo quindi la sicurezza di un posto di lavoro fisso?

La risposta si può ricondurre ai seguenti ragionamenti:

  • La carenza di personale infermieristico porta ad una insoddisfazione generale del personale dipendente, sottoposto ad orari estenuanti e a sovraccarico lavorativo, con sempre più frequente rischio di burn out ma anche di esposizione ad errori con assunzione di piena responsabilità.
  • La richiesta di infermieri è ben lontana dall’essere saturata, il fabbisogno di infermieri cresce di anno in anno; questo fa sì che le probabilità di rimanere senza lavoro a seguito di una scelta sbagliata siano molto basse. È possibile quindi rivedere eventualmente la propria scelta facendo un passo indietro, tornando ad essere assunti da una struttura sanitaria se non addirittura da quella di provenienza.
  • L’opportunità di godere di un’ampia libertà di azione grazie ad una personale gestione dei tempi e delle modalità di lavoro, oltre al dialogo professionale con un numero limitato di interlocutori (sostanzialmente il cliente e l’equipe multidisciplinare), aprono una nuova prospettiva nel modo di concepire il mondo del lavoro.
  • A tutto questo si aggiunge la soddisfazione relativa all’opportunità di svolgere un ruolo di primo piano nei rapporti con il paziente, grazie alla possibilità di soluzione anche in autonomia dei problemi di assistenza e cura, ossia di divenire il principale referente per il paziente.

Tuttavia non ci si può improvvisare liberi professionisti se non si ha una sufficiente conoscenza di quelle che sono le norme che disciplinano l’esercizio professionale, oltre che in materia di previdenza e fiscalità. Inoltre si rende necessario, nel caso non si abbia esperienza o questa sia limitata a pochi mesi di attività, appoggiarsi a colleghi esperti, che sappiano affiancarci e indirizzarci.

Le assunzioni di responsabilità non sono superiori a quelle cui il professionista deve rispondere in un contesto organizzativo ospedaliero, ma proprio per questo è assolutamente indispensabile disporre di una copertura assicurativa di responsabilità civile verso terzi.

Il VADEMECUM DELLA LIBERA PROFESSIONE INFERMIERISTICA 2014 rappresenta un’ottimo strumento per l’Infermiere che vuole approfondire l’argomento o necessiti di informazioni più dettagliate.

ADEMPIMENTI PER L’ESERCIZIO DELL’ATTIVITÀ INFERMIERISTICA LIBERO-PROFESSIONALE

  1. iscrizione all’Albo Professionale
  2. acquisizione del numero di partita IVA
  3. domanda per la pubblicità sanitaria: secondo la legge 175 del 5 febbraio 1992 ed il decreto 657/94 si prevede l’obbligo della preventiva autorizzazione da parte del sindaco anche per la semplice predisposizione di carta intestata, biglietti da visita, targhe e per l’inserimento di un’inserzione nell’elenco telefonico. La domanda al sindaco per l’autorizzazione alla pubblicità sanitaria può essere scaricata da questo sito in formato Microsoft Word
  4. comunicazione al Collegio di inizio attività libero professionale, attraverso la compilazione e la consegna del modulo di presentazione informativa dell’esercizio di attività libero professionale
  5. iscrizione all’ENPAPI Ente Nazionale Di Previdenza e Assistenza della Professione Infermieristica per cui è necessario inviare all’Ente, a mezzo raccomandata a./r., la domanda di iscrizione e la copia di alcuni documenti; si rimanda al sito dell’ENPAPI per le modalità di iscrizione (www.enpapi.it)

La domanda deve essere spedita entro 60 giorni dalla data di inizio attività.

L’INIZIO DELL’ATTIVITÀ LIBERO-PROFESSIONALE

Qualora si decida di intraprendere l’attività libero-professionale è opportuno farne comunicazione entro 30 giorni all’ufficio IVA competente, a cui seguono gli obblighi di tenuta della contabilità ai fini fiscali. L’ufficio IVA competente è l’ufficio in cui il contribuente abbia il domicilio fiscale ossia, per le persone fisiche, la residenza anagrafica.

È possibile  delegare un commercialista all’apertura della partita iva, il quale è in grado di provvedere anche telematicamente.

Esistono diversi regimi fiscali di cui può avvalersi il professionista:

  • Regime ordinario
  • Regime fiscale agevolato per le nuove attività

Regime fiscale agevolato per le nuove attività

L’infermiere che per la prima volta svolge l’attività professionale (in genere il neolaureato) può avvalersi di un regime fiscale agevolato denominato “Regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità” di cui all’articolo 27, commi 1 e 2, del DL 6 luglio 2011, n.98, che consente al professionista di pagare l’imposta irpef ridotta, e per il 2012 è previsto che sia del solo 5% e si applica per i primi cinque anni, o fino al periodo di imposta di compimento del 35esimo anno di età. Prevede inoltre una serie di semplificazioni contabili. Occorre però sapere che per fruire di tale agevolazione devono sussistere i seguenti requisiti:

  • il contribuente non deve aver esercitato la professione negli ultimi tre anni attività artistica, professionale o d’impresa, neppure in forma associata o familiare;
  • l’attività da esercitare non deve costituire il proseguimento di un’altra attività svolta precedentemente in forma di lavoro dipendente o autonomo;
  • non si deve superare un reddito annuo di un determinato ammontare, che per l’anno 2012 è di 30.000,00 euro (tale agevolazione cambia però di anno in anno a seconda delle leggi finanziarie);
  • il professionista è esonerato dalla tenuta delle scritture contabili rilevanti ai fini delle imposte dirette, dell’irap e dell’iva, e dalla liquidazione e versamento periodico dell’iva.

Ricordiamo che le prestazioni di assistenza infermieristica, in quanto rientranti tra le prestazioni sanitarie, sono esenti iva. Ma se il professionista svolge per esempio attività di docenza, anche se nell’ambito infermieristico, tali prestazioni sono soggette al versamento dell’iva.

Se si intende usufruire di tale regime fiscale, occorre dichiararlo in sede di presentazione della dichiarazione di inizio attività, ovvero al momento dell’apertura della partita iva.

Si rimanda comunque al sito dell’agenzia delle entrate, e si consiglia di avvalersi eventualmente del supporto di un commercialista esperto.

Per chi ha iniziato l’attività libero professionale tra il 1 gennaio 2008 e il 31 dicembre 2011, si applica il nuovo regime per le attività imprenditoriali giovanili e per i lavoratori in mobilità, ovvero con aliquota irpef al 5%, per il periodo residuo del compimento dei 5 anni, ovvero oltre i 5 anni fino al periodo di imposta del compimento del 35esimo anno di età.
Chi applicava il regime dei minimi transita naturalmente nel nuovo regime senza essere tenuto ad alcun adempimento; mentre chi aveva optato per il regime ordinario deve revocare l’opzione nella dichiarazione dei redditi allegando il quadro VO senza essere tenuto ad alcun adempimento ulteriore.
Per chi infine aveva optato per il regime delle nuove iniziative imprenditoriali e di lavoro autonomo, deve revocare l’opzione presentando una dichiarazione di variazione dati senza essere tenuto ad alcun adempimento ulteriore.

L’ATTIVITÀ PROFESSIONALE ASSOCIATA

Si svolge attraverso lo strumento dello studio associato per lo svolgimento di un’attività comune tra più professionisti.
In questo caso, il professionista che aderisce ad uno studio associato, può non aprire una sua partita iva individuale ma beneficiare della partita iva dello studio associato.

IL SISTEMA PREVIDENZIALE

L’Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza della Professione Infermieristica (ENPAPI), è stato istituito il 24 marzo 1998 con decreto del Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale, emanato di concerto con il Ministro del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione Economica, a seguito del decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103, per assicurare la tutela previdenziale obbligatoria in favore degli infermieri professionali, assistenti sanitari, vigilatrici d’infanzia, che esercitano l’attività in forma libero professionale.

Sussiste l’obbligo di iscrizione per i soggetti iscritti nei Collegi provinciali IPASVI che esercitano attività libero professionale:

  • in forma individuale (partita IVA, rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, prestazioni occasionali)
  • in forma associata (in qualità di associato ad uno studio professionale ovvero in qualità di socio di cooperativa sociale con rapporto di lavoro autonomo)

Nomenclatore Tariffario

Il Nomenclatore tariffario delle prestazioni di assistenza infermieristica è lo strumento che regolamenta i rapporti tra gli infermieri libero-professionisti e i loro clienti: trova applicazione esclusivamente in questo ambito.

Non contiene solo l’elenco delle prestazioni infermieristiche, ma stabilisce anche le regole di un corretto esercizio professionale dal punto di vista deontologico e di tutela del cittadino.

Proposto dal Comitato centrale della Federazione nazionale Ipasvi, viene approvato dal Consiglio nazionale e recepito da ogni Collegio provinciale.

NORMATIVA NOMENCLATORE TARIFFARIO

NOMENCLATORE TARIFFARIO

 

Data la complessità della materia, si rimanda al sito dell’Enpapi (www.enpapi.it)

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